Il Castello di Nirano tra Cinquecento e Ottocento

Numerose importanti dinastie si sono succedute al Castello di Nirano, inclusi gli Estensi, i Pio fino agli Scutellari-Ajani, conti di Nirano a partire dal Settecento.

Il Castello di Nirano è probabilmente sorto nel IX-X secolo a causa delle scorribande ungare; alcuni documenti citano possessi vescovili nella zona di Nirano, dato che fa pensare ad un interessamento vescovile anche per il fortilizio che passò poi in possesso a Matilde di Canossa.

In seguito passò poi ai Da Varano, ai Visconti e ai Della Rosa, quando «il castello di Nirano [venne] forse ricostruito od ampliato nella prima metà del sec. XIV»; passò poi agli Estensi, nel 1432 ai Jacopo Gilioli e dal 1499 ai Pio.

Anche questo castello subì danni dal terremoto del 1501; molte modifiche tuttavia ebbe soprattutto tra ’700 e ’800 quando gli Scutellari-Ajani, Conti di Nirano, operarono parecchie trasformazioni (altre ancora ne seguirono nel ’900). Attualmente di proprietà privata, dell’antico fortilizio resta soprattutto la torre cosiddetta «matildica»: è una torre quadrilatera, posta sul punto più alto del colle, quindi probabilmente con la funzione di avvistamento (da questo punto si può controllare la strada per Rocca S. Maria e il Torrente Fossa); non solo è sul punto più alto ma pare rialzata grazie ad una collinetta artificiale fatta proprio per ospitare la torre: questo elemento fa pensare ad una iniziale forma di protezione simile a quella spezzanese, ove si cercava un luogo adattato artificialmente e protetto inizialmente da strutture non permanenti.

Che la struttura castellana fosse chiusa (attualmente è composta da una serie di fabbricati indipendenti) è provato, oltre che dall’affresco della Sala delle Vedute del Castello di Spezzano, dalla presenza di un portale in pietra, modificato nel ’700 con l’inserimento di un arco rococò, che doveva essere l’ingresso principale del Castello verso S. Martino; altro muro che in origine chiudeva il fortilizio è poco più a valle della torre, costruito interamente in pietra, che pare cingere tutta la collina.

Molti elementi settecenteschi compaiono anche nel massiccio edificio che probabilmente costituiva il Mastio (oggi trasformato in abitazione), che presenta parte della struttura ancora in pietra (difficile da vedere perché coperta da cemento): questo edificio aveva una sezione che sporgeva verso il citato muro di confine e su due lati la base a scarpa in pietra e mattoni. La complessa struttura, fatta di giustapposizioni di sezioni in pietra e/o mattoni, è frutto di ricostruzioni del ’300 e del ’500, oltre a modifiche del ’700 e ancor più rilevanti nel ’900: questi edifici furono ininterrottamente abitati; credo comunque che la maggior parte della struttura risalga al ’300, almeno nella forma attuale.

Tratto da: Domenico Iacaruso, Le origini del borgo di Nirano