La torre

La torre è ben visibile al visitatore che si avvicina al Castello di Nirano, in particolare dalla valle.

La torre sorse certamente in epoca matildica (XI-XII secolo).

C’è infatti affinità edilizia con la casa-forte presente in via Motta a Spezzano, e con altre strutture coeve.

La base della torre, l’unica parte sopravvissuta della struttura dell’XI-XII secolo, è totalmente in pietra quasi priva di lavorazione, posta con rapidità e molta calce, senza scarpa, ed alcuni tratti sono a spinapesce; chiaramente diversa è invece la muratura sovrastante, con struttura a scarpa, sempre totalmente in pietra ma realizzata con molta maggiore cura e seguendo filari ordinati: è questa, credo, quella parte risalente al XIII secolo, ovvero dopo l’incendio del ’200; tutte queste parti sono prive di aperture, tranne una porta bassa e malagevole verso la corte del Castello e una piccola finestra, tutte e due nella scarpa duecentesca.

L’ultima sezione, la più vasta, credo sia frutto dei restauri post-terremoto o, se si vuole avvicinare questo intervento a quello della chiesa di S. Lorenzo di Nirano e alle decorazioni di Casa Leonardi a Spezzano, può essere al più fatto risalire alla seconda metà del ’400, epoca dei Gilioli: qui infatti gli angoli in mattoni delimitano una muratura in pietre e mattoni frammisti, così come s’è visto per molti altri casi in cui si è deciso di ripristinare una muratura riutilizzando le parti cadute (in pietra) e integrandole con i più economici mattoni.

Vi sono varie caratteristiche che confermano l’ipotesi del ripristino rinascimentale: oltre all’eleganza maggiore, data dall’uso del mattone, cambia il colore delle pietre, più chiare, ma soprattutto è stata aggiunta una vasta apertura (simile a quelle già citate nel caso della casa-forte di via Motta) completamente in mattoni con una volta a botte con arco decorato dalla già vista linea di mattoni orizzontali, a conferma di una datazione d’epoca rinascimentale. Questa apertura ha una serie di gradini che attualmente terminano sul vuoto ma in antico probabilmente lì v’era una passerella di legno, come si può vedere ancora oggi nella torre pentagonale del castello di Spezzano.

Dunque l’accesso avveniva attraverso la porta più in basso, poi dal piano superiore si accedeva al camminamento che collegava la torre al Mastio, unica parte sopravvissuta, oltre a questa torre, dell’antico castello; da notare anche il fatto che non v’erano aperture all’esterno della torre, tranne che sul lato verso la corte interna, a conferma del fatto che si tratta di una struttura totalmente medie – vale con restauri e aggiunte cinquecentesche.

L’interno della torre (per la parte visibile, poiché mancano le scale interne e non ho potuto dunque vedere i piani più alti) è interamente in pietra disposta accuratamente con molta calce: la particolarità è che siccome le pietre sono state poste praticamente senza lavorazione alcuna, non vi sono file regolari ma alcune sono poste in verticale, altre in orizzontale, il tutto unito con calce. Vi sono inoltre solo strette aperture: non si tratta di aperture strutturali perché permettono di vedervi attraverso, dunque sono finestrelle di avvistamento e difesa. Tutto questo confermerebbe la datazione al XIII secolo del piano terra della torre (escluso il podio matildico).

Tratto da: Domenico Iacaruso, Le origini del borgo di Nirano