Le origini del Castello

Nirano è oggi la frazione meno popolosa del territorio fioranese, famosa soprattutto per il singolare fenomeno delle Salse, note già nell’antichità. Tuttavia, Nirano è area già abitata in antico.

Il nome, come per altre località circostanti, deriva probabilmente dalla famiglia romana che possedeva terreni nella zona: Nerius. La zona di Nirano è abitata soprattutto presso il torrente Chianca, già citato nel 1183, ma anche in altre «borgate» similmente a quanto avviene a Spezzano.

Prime testimonianze

Il Castello di Nirano, già presente nel sec. XII, si inseriva nello scacchiere fortificato formato dai fortilizi di Montegibbio e, quasi in linea retta, di Rocca S. Maria, Nirano, Torre delle Oche e Spezzano. […] Castello e villa, nel 1265, vennero incendiati dai ghibellini Grasolfi in lotta contro i nobili Da Varano, di parte guelfa, signori del castello di Nirano. Dopo un breve periodo di signoria dei Visconti (terminati con un assedio operato dalle truppe modenesi nel maggio del 1355) ed in seguito dei Della Rosa signori di Sassuolo, il castello di Nirano, forse ricostruito od ampliato nella prima metà del sec. XIV, venne nel 1386 consegnato dagli Estensi ad Aldobrandino Ariosto.

Il Castello passò poi, nel 1425 al Comune di Nirano e nel 1432 a Jacopo Gilioli, per poi essere destinato al podestà di Sassuolo fino al 1499.

Disegno raffigurante il borgo di Nirano, come appare nella
Sala delle Vedute del Castello di Spezzano, caratterizzante
la copertina del libro Nirano di Fiorano di Ferruccio
Richeldi, edito nel 1979 dalla modenese Teic.

Il caso di Nirano è molto interessante perché assomma le caratteristiche di Spezzano a quelle di Fiorano; prima però, vediamo alcuni altri documenti che citano Nirano:

«Sotto i Vescovi di Modena Viberto (1038 -1054) ed Eriberto (1056-1095) nel sec. XI s’investono terre del Vescovado, e si donano ai medesimi Vescovi delle nuove terre in vari luoghi, tra cui Nirano. Così avvenne sotto il Vescovo Martino (1206 – 1221)»; inoltre: 16 febbraio 1075 una carta di enfiteusi tra il vescovo di Modena Eriberto e Raimbaldo da Corticella, relativa a terre poste in Nirano; marzo 1147 carta di enfiteusi tra il vescovo Rubaldo e due figli di un medico, relativa a un appezzamento di terra di Nirano; similmente nel 9 agosto 1193 e 18 marzo 1200.

Il ruolo di Matilde di Canossa

Il Bucciardi ritiene il castello sorto per volere di Matilde di Canossa: «Il castello di Montebaranzone aveva nelle vicinanze, sulla destra del Secchia, la protezione dei castelli di Fiorano, Rocca Santa Maria, Fogliano (o Mucleto), e Montegibbio. Ma, non stimando bastevole questa protezione, la contessa Matilde fece elevare altre torri ed altri fortilizi nelle adiacenze, e singolarmente a Varana, a Nirano, a Spezzano, a Sassuolo, a Casalcicogna, al Pigneto; che furono poi l’embrione di futuri castelli».

Tuttavia ciò non esclude che già in precedenza vi fosse un qualche edificio posto a difesa dei possedimenti (del Vescovo), magari di scarso rilievo, per questo si può far risalire la vera e propria edificazione del castello, insieme a quello di Spezzano, a Matilde.

Guelfi e ghibellini

Il castello di Nirano dovette avere una qualche importanza ancora nel XIV secolo: era posseduto dalla famiglia guelfa dei «da Varana» o «de’ Leccaterra» che, insieme ai Da Spezzano, ai Della Rosa (che tenevano il castello di Fiorano), ai Da Ganaceto e Da Savignano (che tenevano Rocca S. Maria) e ad altre famiglie della zona, si ribellarono nel 1313 all’Impero e al Comune di Modena.

Un momento interessante perché inserisce nel complesso contesto di lotte fra guelfi e ghibellini e degli interessi che vi ruotavano intorno i castelli di Spezzano, Fiorano, Nirano e Rocca S. Maria: tutti ancora abitati, alcuni dei quali da famiglie che vi avevano sede e residenza (Spezzano e Nirano), altri perché facenti parte di più vasti dominii (Fiorano e Rocca S. Maria).

Tratto da: Domenico Iacaruso, Le origini del borgo di Nirano

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